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Qui di seguito il racconto di Cristina dell'avventura Italia - Montenegro.
Questa storia è iniziata una sera quando mio marito rientrando dal lavoro tutto euforico mi propose un viaggio vacanza con il nostro quad. Premetto che io tre anni fa ho fatto un incidente con la "bestia" si proprio lui il quad che in quell'occasione decidemmo di noleggiare per fare le prime esperienze ed un po' di pratica prima di pensare eventualmente ad un futuro acquisto. Ricordo che durante la guida ero gasatissima, bellissimo mi dico tra una sgommata e l'altra! Mi piace, ne voglio uno anch'io! Ero li che me la stavo raccontando da sola quando ad un certo punto e non chiedetemi come ho fatto perché non lo so nemmeno io, faccio un bellissimo volo plastico di 4 metri giù per una scarpata con il mio quaddino!! Bhe' non starò qui a tediarvi con tutta la storia, ma potete ben immaginare quale fosse al momento la mia simpatia verso quel mezzo! Dunque, tornando a noi, vi stavo dicendo di quella sera in cui mio marito stava cercando di applicare tutta la sua "arte" di persuasore per convincermi a partire, mi dice che quello di cui ho bisogno è una bella terapia d'urto e questo viaggio è proprio la cura giusta.
Detto fatto. Anche se un po' titubante e del tutto ignara delle eventuali difficoltà che molto probabilmente avremmo incontrato, delle quali Sergio "distrattamente" si era dimenticato di parlarmene, mi trovo catapultata a Gorizia, punto di incontro stabilito, dove feci la conoscenza del Team Avventura di Mestre, l'organizzatore a cui ci siamo appoggiati.
Mai scelta è stata così azzeccata! Mai avrei pensato di poter vedere e gustare una natura così sorprendente e meravigliosa che temevo oramai scomparsa, e mai, soprattutto, avrei pensato di conoscere tre nuovi amici così cari, i loro nomi sono Gianni, Marco e Fabio.
Insomma la cosa mi è piaciuta così tanto che mi è venuta voglia di raccontarvelo.
Non vi parlerò come se fosse un diario di bordo, niente tappe o nomi di città (i dettagli li potete trovare sul loro sito www.teamavventura.it), non sono importanti per me, ma vi parlerò di emozioni intense che mi sono rimaste negli occhi e nel cuore.
Però almeno due parole sull'itinerario ve le devo dire: dalla provincia pavese dove residiamo a Gorizia dove abbiamo posteggiato auto e carrelli e da lì finalmente in quad con meta il Montenegro attraversando Slovenia, Croazia e Bosnia. Sergio ed io sul nostro Honda TRX 680, Gianni e Marco su Ranger XP 700 Polaris e Fabio su Sportsman 800; mezzi quelli di Chinellato ovviamente preparati per raid di questo tipo, lo Sportsman guidato da Gianni è reduce addirittura da un viaggio sino a CapoNord!
Ultimi preparativi e… via che si parte. La Slovenia la conoscevo già un pochino perché qualche anno fa la visitammo in moto e tenda e già allora mi era piaciuta tanto, in quel periodo i quad erano pochissimo conosciuti.
Il Team Avventura organizza dei week end splendidi proprio da quelle parti, natura e tantissimo fuoristrada, boschi e luoghi che ricordano un po' le ambientazioni della favola di cappuccetto rosso, solo che lì non c'è il lupo ma l'orso, in questa zona infatti è ancora molto diffuso. Dicevo niente nomi dei luoghi ma come non menzionare Masun, famoso, appunto per l'orso rinchiuso in una grossa gabbia da quando, trovato da cucciolo, vagava per le campagne ( a me però ha messo un po' di tristezza) dove, in uno splendido rifugio nella foresta, abbiamo dormito la prima notte, prima cibo squisito annaffiato dalla birra locale - hic - e poi sonno ristoratore.
Nel bello di questo viaggio l'imprevisto ovviamente non potevamo farcelo mancare e quale migliore occasione se non la perdita del tappo dell'olio dell'Honda! - E adesso che si fa?!? Qui Gianni che con un cacciavite in mano fa miracoli in perfetto stile McGyver ha prontamente realizzato il tappo con l'ausilio di un ramo (lì proprio non mancano) e qualche fascetta, ne ha costruito uno che ha funzionato perfettamente sino al nostro ritorno a casa, ora si è trasformato in un magnifico portachiavi per il nostro Hondino. Ho assaporato ogni istante con lo stupore di un bambino che vede per la prima volta il mare. Ho assaggiato specialità con la curiosità di un gourmet. Uhm buonissimi gli scampi alla bussara (scampi, pomodoro olio aglio e peperoncino) ve li consiglio!
In Bosnia abbiamo incontrato gente, che nonostante gli orrori passati della guerra di cui tuttora abbiamo trovato ancora tantissime tracce, ha ancora la voglia e la speranza di un futuro, contenti di una foto insieme a questi "giovani" su questi cosi strani. La semplicità di un sorriso autentico ti scalda il cuore. Devo dire che il Ranger fu un'attrazione quasi magnetica in tutto il nostro viaggio e che adulti e bambini si avvicinavano molto volentieri, talvolta facendosi anche fotografare con il loro cellulare. Giorno per giorno, affrontando percorsi anche faticosi, non per me, io stavo bella comoda dietro al mio maritino che a volte alla sera vedevo abbastanza provato, piu' volte l'ho sentito rimpiangere la mancanza di un bel servosterzo (quasi quasi ne prendiamo uno, così alla sera è meno stanco…..!!). Ci cimentammo anche in una mulattiera da paura!!! E qui saltò fuori il mio terrore per la bestia! - un percorso in salita, molto ripido e roccioso , vi assicuro che avevo i brividi dalla paura a Sergio non lo dissi mai, lo saprà solo adesso; finalmente in cima scesi dal quad, rilassamento totale con canzoni a squarciagola, io e Fabio facevamo dei duetti sulle basi di Venditti e Battisti, mi sentivo una ragazzina di 18 anni quando invece ne ho 48, il ragazzino era lui, ventenne. La spensieratezza era data dal fatto che ci siamo trovati da subito a nostro agio, stavamo proprio bene. Ricordo i pranzi al sacco usando la ribalta del Ranger come tavolo da cucina per fare i panini, oppure quando Gianni con un telo legato tra il Ranger e il Polaris, a mo' di tettoia allestisce un pic nic in riva al lago. I posti erano incantevoli, ricordo che dissi che solo con loro saremmo potuti arrivare fin lì, era riferito a un rifugio in montagna con tanto di laghetto dalle acque cristalline, da favola! Un saluto caro lo devo a Stefan, che abbiamo incontrato per caso all'interno del parco Prirode, un omaccione grande e grosso con la faccia da pugile che all'inizio ci aveva messo un po' di apprensione ma che poi si è rivelato una persona squisita e gentile. Volevamo un'informazione circa un posto e lui si è offerto di accompagnarci. È salito sullo Sportsman con Fabio guidandoci per sentieri stupendi ed invitandoci poi a visitare il suo rifugio con un bel maneggio annesso gestito assieme al cugino. Dopo i saluti di rito, ci siamo ripromessi di ritornare sicuramente al più presto in quel posto di sogno .
Ci furono anche momenti di emozione-azione quando all'interno di un bosco, dove si trovava un bunker sotterraneo che decisero di esplorare armandosi di corde e torce; io rimasi fuori con Marco ad una certa distanza dove erano posteggiati i quad, quando ad un certo punto udendo un gran vociare mi sono avvicinata scoprendo i nostri eroi circondati da un gruppo di militari armati. Gianni aveva con sé un coltellaccio da sub legato alla caviglia che gli venne immediatamente requisito e scagliato nel terreno a distanza di sicurezza. Ho sinceramente temuto il peggio, ma fortunatamente tutto si è risolto nel migliore dei modi semplicemente sfoggiando i nostri migliori sorrisi e dimostrando la nostra buona fede unita ad una buona dose di faccia tosta. Ci hanno spiegato, grazie a Marco che ha fatto da interprete sfoggiando tutto il suo ottimo English, che questi bunker vengono talvolta utilizzati come rifugio dai clandestini e per questo vengono tenuti sotto controllo. Per gli appassionati del genere la zona è ricchissima di siti militari visitabili, tra i quali appunto numerosi bunker sotterranei che sono delle vere e proprie città nascoste in cui vivevano i nostri soldati al tempo della guerra; una guida è fortemente consigliata in quanto sono dei veri e propri labirinti immersi nel buio più totale!
Proseguendo il nostro girovagare siamo finalmente giunti in Montenegro che è stato per tutti una piacevolissima sorpresa, posti stupendi, ottimo cibo e gente cordialissima. A Bar, dove c'è una fortezza con annesso museo addirittura siamo entrati gratis - niente biglietto per noi grazie ad un gentilissimo custode affascinato da 5 strani personaggi arrivati fino a lì in sella a degli ancor più strani mezzi - carino no!
Questa piacevole città è stata purtroppo anche il nostro giro di boa. Il viaggio del rientro da qui è ancora lunghissimo però la consapevolezza che stiamo ritornando verso casa ci rende tutti un po' malinconici.
Questa malinconia ce la siamo un po' "dimenticata" di fronte a splendide grigliate di pesce e facendo deliziosi bagni in quel mare stupendo.
L'avventura è finita ma qualcuno sta già parlando di Istambul….
Mestre - Venezia, 22/08/2009
Ieri, 21/08/09 si è conclusa le spedizione Italia - Montenegro, 13 giorni di viaggio e 3050 chilometri percorsi.
Abbiamo superato i confini di Italia, Slovenia, Croazia, Bosnia Erzegovina e Montenegro.
L'avventura è partita il 9 Agosto da Gorizia e dopo essere arrivati in Montenegro si è percorso il tragitto a ritroso.
Sono stati toccati punti di grande natura incontaminata.






FOTOGALLERY
Le foto giorno per giorno dell'avventura Italia - Montenegro.
1° Giorno. Gorizia (Italia) - Postumia (Slovenia)







2° Giorno. Postumia (Slovenia) - Plitvice (Croazia)









3° Giorno. Plitvice (Croazia) - Skradin (Croazia)



































4° Giorno. Skradin (Croazia) - Makarska (Croazia)























5° Giorno. Makarska (Croazia) - Dubrovnik (Croazia)

























6° Giorno. Dubrovnik (Croazia) - Kotor (Montenegro)






























7° Giorno. Kotor (Montenegro) - Virpazar (Montenegro)









































8° Giorno. Virpazar (Montenegro) - Dubrovnik (Croazia)















































9° Giorno. Dubrovnik (Croazia) - Makarska (Croazia)






























10° Giorno. Makarska (Croazia) - Skradin (Croazia)




















11° Giorno. Skradin (Croazia) - Jablanac (Croazia)





















































12° Giorno. Jablanac (Croazia) - Platak (Croazia)































13° Giorno. Platak (Croazia) - Gorizia (Italia)




















Gianni +39.3931603758
Marco +39.3479128749
Video passate edizioni
Video passate edizioni